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Non vi è sosta che giustifichi azioni o visite dentro quel luogo…a meno che tu non decida di scendere a patti con le macabre essenze.Riprendiamo il viaggio, il nostro grifone ha smania di fendere l’aria.Puntiamo adesso a Sud Est, volando sopra l’acqua salata e fredda del mare interno, ridiscendendo le dorsali rocciose verso il mare, ove cristalli di luce s’infrangono sul moto ondoso.Nella mia vita di Precettore ho visto scorrere davanti a me uomini, elfi, gnomi e tante altre razze d’ogni credo e d’ogni culto.Eppure solo dopo molti anni, quando la prima stilla di saggezza s’insinuava nei meandri della mia esistenza, ho capito che tutti, indistintamente, hanno una storia, la loro di storia, da raccontare.

Non fargli mai uno sgarbo o di te difficilmente rimarrà qualcosa. Orbene, aggrappati alle redini e riprendiamo il viaggio.

I confini della perduta contea si scorgono: Maskhar, la nera. Un tempo una contea dalla bellezza incredibile ora è per la maggior parte sprofondata nella terra, risucchiata dal Caos che la reclama propria.

Spioventi profili a picco annegano nell’acque furiose che lambiscono la costa, acuminati s’ergono pronti ad accusare e maledire ogni cosa s’avvicini.

Proseguendo in groppa al nostro fedele compagno di traversata, viriamo docilmente a nord ovest tra i raggi che dal firmamento filtrano caldi attraverso le nuvole. Sede di abilissimi intagliatori, di marinai e di belle donne è considerata come il primo baluardo contro la nostra prossima tappa, la contea perduta di Mas Khar a sud ovest del Regno.

Ma prima devo e voglio narrarti di più di questa contea chiamata Thorgard: attento alle locande, attento ai vicoli bui, attento ai suoi boschi e i suoi sentieri senza meta apparente; attento poiché gli uomini del nord non conoscono il concetto di diplomazia e perdono.

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